Il Monte Amiata

Nella Toscana del sud, fra le colline della Val d’Orcia e la Maremma, si trova una montagna di antichissima origine vulcanica, il Monte Amiata

Posta in un’invidiabile posizione e non distante dal mare, l’Amiata raggiunge un’altezza di 1738 metri e si contraddistingue per la ricchezza di flora e fauna che si conservano in un ambiente naturale incontaminato.

Panorama su castel del Piano e il Monte Amiata
Panorama su Castel del Piano e il Monte Amiata

“Si possono trascorrere molti giorni sul Monte Amiata senza accorgersi d’altro che dei bellissimi boschi di castagni e di faggi… e specialmente i boschi di castagni sono tra i più fioriti d’Italia… Ad accrescere l’aspetto idilliaco, dirò che l’Amiata è il monte delle coccinelle… se ne trovano ovunque, specie nel calice dei fiori”

da Viaggio in Italia di Guido Piovene

Equiseto, boschi dell'amiata
Equiseto nei boschi dell’Amiata
Asini amiatini
Asini amiatini

Fra le diverse specie protette presenti sul Monte Amiata troviamo piante antichissime come gli abeti bianchi, esistenti sulla Terra dal tempo dell’ultima glaciazione e gli asini amiatini, specie tutelata perchè in via di estinzione.

Un asino amiatino trasporta Gesù nell’affresco di Giotto “Ingresso a Gerusalemme” presente nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

Natura Amiata grossetano versante
Monte Amiata, versante grossetano

Il clima in estate nei paesi dell’Amiata è gradevole, con l’aria fresca tipica dei luoghi della bassa montagna. Basta poi salire fino alla vetta, raggiungibile in pochi minuti da tutte le località, per godere di un abbassamento di temperatura di circa 7/8 gradi.

Croce sulla vetta del monte Amiata
Croce del Monte Amiata

Alla sommità della montagna si trova la monumentale croce eretta per il Giubileo del 1900, quando il papa Leone XIII volle che fossero costruite croci sulle cime più alte d’Italia. Realizzata secondo la moda tipica della Belle Époque, è alta 22 metri e composta esclusivamente da ferro battuto, che fu trasportato fino alla vetta grazie all’aiuto della popolazione del posto.

Faggete del Monte Amiata
Le faggete

Il Monte Amiata è ricco di vegetazione: alla base del massiccio ci sono oliveti e vigneti, al di sopra i castagni, e in alto, fino ad arrivare alla vetta, gli altissimi faggi.

Il monte è rivestito di foreste fino all’estrema sommità: la parte più alta è ricoperta da faggi; più sotto vengono i  castagni e dopo di questi le querce o i sugheri; la parte più bassa, infine, è occupata da viti, da alberi piantati dall’uomo, da campi e da prati…

 da I Commentarii, di papa Pio II Piccolomini, 1462

Monte Amiata paesi, Arcidosso
Arcidosso

I principali paesi del Monte Amiata si trovano nella fascia di altitudine che va da 600 a 800 metri e sono: ArcidossoCastel del Piano e Santa Fiora nel versante grossetano, Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore in quello senese. 

Numerosi panoramici villaggi sono sparsi ovunque nel territorio. Molti di questi hanno nomi che denotano origini antiche: Montegiovi (Mons Giovi), Montelaterone (Mons Latona), Seggiano (Sedes Giano)…

Il paese di Vivo d’Orcia, appartenente al Comune di Castiglione, è quello più in alto, a 900 metri di altitudine.

Santa Fiora, Grosseto, Monte amiata paesi
Santa Fiora (Gr)

I centri storici sono caratterizzati da strette stradine, archi, scalette e costruzioni in peperino, pietra trachitica locale.

La storia della montagna è affascinante: i corsi d’acqua, il clima gradevole e un sottosuolo ricco di minerali, hanno fatto sì che il Monte Amiata fosse apprezzato fin dall’epoca Etrusca e Romana.

Legname Monte Amiata
Lavorazione del legno nei boschi del Monte Amiata

I popoli antichi ne avevano un senso di rispetto e ammirazione. Gli Etruschi pensavano che vi risiedesse Tinia, la loro divinità principale; i Romani erano soliti sfruttare le terme che sgorgavano copiose nel territorio circostante, con il legname poi costruivano le loro navi.

Il papa Piccolomini cita i grandi alberi dell’Amiata che forniscono legno eccellente per la costruzione di case… Qui Pio (nel suo diario si esprime sempre in terza persona) acquistò le travi per il palazzo di Pienza.

Santa Fiora, panorama sulla Peschiera e verso il Monte Labro
Santa Fiora, panorama sulla Peschiera e verso il Monte Labro

Terra di confine a ridosso dello Stato Pontificio, la zona del Monte Amiata nel Medioevo fu a lungo contesa fra i conti Aldobrandeschi, i feudatari longobardi che possedevano i territori della Toscana del sud, e l’Abbazia di San Salvatore, che dominava dall’alto la Via Francigena.

Abbazia di San Salvatore, Monte Amiata
Abbazia di San Salvatore, Monte Amiata

Nell’antichissima abbazia di Abbadia San Salvatore si è conservato per più di 1000 anni il Codex Diplomaticus Amiatinus, la più antica copia manoscritta della Bibbia. Adesso si trova a Firenze nella Biblioteca Laurenziana del quartiere di San Lorenzo.

“In questo luogo sorge un antico monastero dedicato al Salvatore… Dicono che l’abbia fondato Rotari, re longobardo, dotandolo di vasti possedimenti… Il monastero possedeva preziosi arredi sacri e una eccellente biblioteca, di cui restano solo pochi volumi, fra i quali uno molto grande e pregevole del Vecchio e Nuovo Testamento, scritto in maiuscola…”

dai Commentarii di papa Pio II Piccolomini, 1462

Sposalizio della Vergine, Lorenzo Lippi
Sposalizio della Vergine, Lorenzo Lippi
Madonna con Bambino e Santa Cecilia al piano
Madonna con Bambino e Santa Cecilia al piano

Passato dai monaci Benedettini, ai Camaldolesi e infine ai Cistercensi, il monastero di Abbadia fu ristrutturato nel 1600 nelle forme attuali. Una torre è da sempre incompleta, il chiostro si trova sulla sinistra anzichè a destra com’era consuetudine. L’origine longobarda giustifica comunque alcune stranezze. All’interno della chiesa c’è un’antichissima cripta con colonne originali di forme e capitelli diversi e nel Museo di Arte Sacra sono conservate diverse reliquie e alcuni antichi codici. Ci sono anche interessanti dipinti di Lorenzo Lippi e belle tele di autori sconosciuti come Santa Cecilia al piano e una Madonna dallo sguardo severo che sembra proteggere il piccolo Gesù.

postilla Amiatina
Copia della Postilla Amiatina, Museo di Arte Sacra di Abbadia
Prodotti dell'Abbazia
Gli ottimi prodotti realizzati per l’Abbazia di San Salvadore

Oltre al primato del Codice Amiatino, nel ricco Scriptorium del monastero di Abbadia si conservava anche uno dei primi documenti scritti in volgare del Medioevo. Si tratta di una pergamena conosciuta come Postilla Amiatina, due versetti nella lingua del popolo che concludevano un normale atto di donazione al monastero fatto nel 1o87 e oggi conservato nell’archivio di Siena. Sono due righe conclusive espresse in tono spontaneo, di non chiaro significato, probabilmente ironico e scherzoso, da parte del notaio, che dopo aver descritto i beni lasciati in donazione dai coniugi ancora in vita Miciarello e Gualdrada, conclude in questo modo

Ista cartula est de caput coctu / Questa carta è della testa calda
ille adiuvet de illu rebottu/ che lo aiuti da quel ribaldo
qui mal consiliu li mise in corpu / che il mal consiglio gli mise in corpo

Abbadia San Salvatore
Abbadia San Salvatore
Arcidosso panorama
Arcidosso

Il paese di Arcidosso, nel versante grossetano della montagna, ci appare improvvisamente in mezzo ai boschi di castagni come fosse un luogo di fiaba ed è molto suggestivo osservato di sera dalle zone circostanti.

Arcidosso, il paese
Angoli di Arcidosso

Il paese si avvolge a spirale intorno alla fortezza, che è situata nel punto più alto. La Porta Castello introduce nel centro storico; in basso oltrepassando Porta dell’Orologio giungeremo nel Codaccio e dalla parte opposta troveremo il terziere di Sant’Andrea. Il borgo è un susseguirsi di vicoli e angoli caratteristici.

castello di Arcidosso
Il castello di Arcidosso

La fortezza, costruita nel XII secolo, fu trasformata in castello dagli Aldobrandeschi che avevano le loro dimore principali a Santa Fiora, sull’Amiata e a Sovana, in Maremma.

Nel 1331 il castello fu espugnato da Guidoriccio da Fogliano, il capitano di ventura le cui imprese sono documentate dagli affreschi di Simone Martini nel Palazzo Pubblico in Piazza del Campo a Siena.

Castel del Piano circondato dalla rigogliosa natura del Monte Amiat
Castel del Piano circondato dalla rigogliosa natura del Monte Amiata

Castel del Piano è una gradevole cittadina con bei giardini e grandi piazze che nei mesi estivi sono animate da concerti e fiere. La natura intorno è bellissima.

Il pontefice prese alloggio nel monastero. Nel borgo si fermarono sei cardinali e molti fra i curiali. I referendari scelsero per le loro abitazioni un luogo che chiamano Piano, anch’esso ameno e non inferiore ad Abbadia.. In certi giorni fissi essi venivano per la segnatura, che il pontefice teneva nel bosco, ora sotto quest’albero ora sotto quest’altro…                                                                                                

dai Commentarii, 1462

Castel del Piano, Piazza Garibaldi
Castel del Piano, Piazza Garibaldi 

Piazza Garibaldi a Castel del Piano fu costruita nel 1700 con la stessa pendenza di Piazza del Campo a Siena, perchè le famiglie senesi che in estate soggiornavano sulla montagna, non volevano privarsi del poter allenare i cavalli per la corsa.

Un palio molto seguito si corre anche a Castel del Piano il giorno 8 settembre da più di 500 anni.

Peschiera Santa Fiora
Santa Fiora, la Peschiera

Altro affascinante paese del Monte Amiata è Santa Fiora. Nel Medioevo era un importante centro del Ghibellinismo e Dante Alighieri la cita nella Divina Commedia. 

Piazza Garibaldi, Santa Fiora
Piazza Garibaldi, Santa Fiora

Dalla Piazza Garibaldi di Santa Fiora, percorrendo i vicoli in discesa si entra nel centro storico.

Nella Pieve di Santa Flora e Lucilla si trovano terracotte di Andrea della Robbia. Le maioliche robbiane furono una grande innovazione nella scultura dei secoli XV e XVI ad opera della famiglia fiorentina dei della Robbia, che avevano una bottega a Firenze.

Quelle presenti a Santa Fiora sono fra le prime interamente invetriate prodotte dalla celebre bottega. Furono commissionate nel 1464 dai conti Sforza di Santa Fiora agli artisti fiorentini.

chiesa della Madonna della neve
Chiesa della Madonna della Neve
peschiera santa fiora
Verso la Peschiera

Santa Fiora è divisa in tre terzieri: Castello, Borgo e Montecatino. Nel terziere di Montecatino, in basso, si trovano le sorgenti del fiume Fiora, che alimentano l’acquedotto delle province di Siena, Grosseto e Alto Lazio.

Madonna della Neve, sorgente del fiume Fiora
Madonna della Neve, sorgente del fiume Fiora

Una sorgente si trova sotto il pavimento in cristallo della piccola chiesa della Madonna della Neve. Parte dell’acqua viene convogliata in una vasca di pietra lavica, la Peschiera; gli Aldobrandeschi la utilizzavano come vivaio di trote. 

peschiera di Santa Fiora
Peschiera di Santa Fiora

Anche questo posto nel 1464 ebbe come ospite il papa Pio II Piccolomini di Pienza, che nei Commentari ne ha lasciato una bella descrizione.

Piancastagnaio, la fortezza
Piancastagnaio, la fortezza

Piancastagnaio, cittadina fra grandi castagni secolari, ha abitato Giosuè Carducci. Si trovava lì per un incarico del padre, che era medico. Anche il Carducci dedicò un sonetto all’Amiata:

Candidi soli e riso di tramonti, mormoreggiar di selve brune ai venti

da  “Dal Monte Amiata” di Giosuè Carducci

Panorama sul Monte Amiata da Montelaterone
Panorama sul Monte Amiata da Montelaterone

Sul Monte Amiata sono presenti scuole di sci, di snowboard e un parco acrobatico immerso nello splendido bosco di faggi.

La montagna è ideale per gli amanti delle passeggiate e del trekking.

Castagneti Monte Amiata
Castagneti sul Monte Amiata

I prodotti offerti dal territorio sono ottimi: oli, vini, frutti del sottobosco e specialità artigianali di qualità, sono valorizzati da denominazioni di prestigio. Una di questi è la castagna IGP amiatina, la cui importanza è documentata nei secoli dagli statuti di queste comunità.

S.Filippo Bagni, Monte Amiata, acque termali nel bosco
S.Filippo Bagni, Monte Amiata, acque termali nel bosco

La montagna è ricca di acque e numerose sorgenti termali hanno origine da qui. I centri benessere sorgono in tutto il territorio e in alcuni casi le acque calde sono sfruttabili al “naturale” nei bellissimi boschi della zona.

“Se c’è un luogo al mondo dove le ombre soavi, le argentee fonti e l’erbe verdissime e i prati ridenti possono attirare i poeti, questo è quel luogo… Qui non ci sono le schiere moleste delle mosche, le cimici non insozzano i letti , le zanzare non ronzano nelle orecchie…”

da I Commentarii, di Pio II Piccolomini, 1462

Pieve di Lamula, Arcidosso
 Pieve di Lamula, Arcidosso

Il fuoco d’artifizio del maltempo sarà murmure d’arnie a tarda sera.. 

 da Notizie dall’Amiata di Eugenio Montale, 1951