Il quartiere di San Lorenzo

La zona di San Lorenzo a Firenze è vivace e pittoresca, piena di negozi, ristoranti e mercatini. Il quartiere ha un’importanza notevole nella storia della città, perchè è da qui che provenivano i primi Medici, i banchieri che ressero la Signoria e il Granducato di Toscana, dal 1434 al 1737.

Al numero 3 di Via Cavour, un tempo chiamata Via Larga, si trova il primo palazzo importante fatto costruire da Cosimo il Vecchio e poco distanti ci sono il complesso rinascimentale delle Cappelle Medicee e la chiesa prediletta dalla famiglia, la Basilica di San Lorenzo, eretta sul luogo dell’ex-cattedrale di Firenze addirittura nel 393 da Sant’Ambrogio. La costruzione attuale, realizzata a spese di Cosimo dei Medici, fu un po’ considerata come la Chiesa personale della famiglia. Tutte le cerimonie e le funzioni religiose si tenevano lì.

Vie di San Lorenzo, Firenze
Vie di San Lorenzo, Firenze
Basilica di San Lorenzo e Cappelle Medicee
Basilica di San Lorenzo e Cappelle Medicee

Cosimo non aveva interrotto una riunione con degli ambasciatori inviati da Lucca per mettersi a giocare con il nipotino Lorenzo, che desiderava uno zufolo? Era un po’ come se la città, con gli impegni che richiedeva, fosse la sua casa su ampia scala. In via Larga ospitava i sovrani e i rappresentanti di Signorie che arrivavano a Firenze e non si sapeva più se dovevano considerarsi ospiti della Repubblica o dei Medici. Capitava che egli stesso non avesse chiara la sua posizione… La mancanza di misura con cui disponeva dei suoi soldi per venire incontro ai bisogni dei singoli cittadini come per investirli in opere di pubblica utilità, è una delle costanti a suo favore dei cronisti dell’epoca.

da Il Magnifico di Antonio Altomonte

Il figlio Piero, padre di Lorenzo il Magnifico, calcolò che dal ritorno dagli anni dell’esilio in avanti, il padre Cosimo il Vecchio aveva speso per la città di Firenze la considerevole cifra di 663.000 fiorini d’oro.

Chiesa di San Lorenzo
Chiesa di San Lorenzo

La Basilica di San Lorenzo venne disegnata dal Brunelleschi insieme alla Sacrestia Vecchia. Considerata un capolavoro del primo Rinascimento, fu terminata da Antonio Manetti nel 1460. All’interno si possono ammirare i due pulpiti in bronzo di Donatello, un tabernacolo di Desiderio da Settignano e la bella cupola che rappresenta La Gloria dei santi fiorentini affrescata da Vincenzo Meucci nel 1742 per volere dell’ultima Medici, Anna Maria Luisa.

La facciata esterna della chiesa è rimasta incompiuta, così come parte della Sagrestia Nuova, collegata alla sfarzosa Cappella dei Principi costruita nel XVI secolo.

Dalla chiesa si accede alla Biblioteca Laurenziana, opera architettonica cinquecentesca perfettamente conservata disegnata Michelangelo. Lo scalone monumentale d’ingresso fu realizzato da Vasari e Ammannati in pietra serena, la pietra prediletta da Cosimo I, il Granduca di Toscana.

Biblioteca Laurenziana, chiostro
Biblioteca Laurenziana, chiostro
Biblioteca Laurenziana
Biblioteca Laurenziana
Palazzo Medici Riccardi
Palazzo Medici Riccardi

Il primo palazzo importante della famiglia Medici si trova a pochi passi dalla piazza della Chiesa di San Lorenzo, è il luogo in cui si è fatta la storia di Firenze dall’Umanesimo in avanti. La famiglia in seguito si trasferirà nel Palazzo Vecchio di Piazza della Signoria e successivamente a Palazzo Pitti.

Fu Cosimo il Vecchio a desiderare la costruzione di Palazzo Medici. Ne affidò il disegno a Michele di Bartolomeo Michelozzi, detto Michelozzo, il suo architetto preferito. Era il 1444. Il palazzo fu di proprietà della famiglia fino Cosimo I, il Granduca. Nel 1655 venne acquistato dai Riccardi. Il cortile, a pianta quadrata con loggia e festoni a graffito, rappresenta l’androne tipico del palazzo fiorentino in pietraforte. In questo luogo è nato Lorenzo il Magnifico e qui si sono tenuti i festeggiamenti per il suo matrimonio con Clarice Orsini, appartenente a una delle più blasonate famiglie romane dell’epoca.

Tutta in broccato bianco con disegni d’oro, lei raggiunse Palazzo Medici sul cavallo regalato a Lorenzo dal re di Napoli, per la giostra. La strada era fitta di folla accorsa per assistere ai preparativi della cerimonia e per conoscere la Orsini… Già nella loggia sul giardino, nel portico del cortile e nell’androne erano state disposte le tavole per i banchetti

da Il Magnifico di Antonio Altomonte

Le cronache riportano che si festeggiò per quattro giorni. I tavoli per gli invitati erano stati divisi in quattro punti del palazzo: nell’androne Lorenzo con amici e parenti, sotto i portici Piero, il padre, con gli anziani, le donne con Clarice nella loggia in giardino e al piano superiore le signore con Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo. Al centro del cortile troneggiava la statua del David di Donatello circondata da enormi coppe colme di vino. 

Il David di Donatello è oggi ammirabile nel museo del Bargello, dietro Piazza della Signoria.

Cortile interno di Palazzo Medici
Cortile interno di Palazzo Medici

La Cappella interna al Palazzo Medici fu affrescata da Benozzo Gozzoli per volere di Cosimo il Vecchio e soprattutto del figlio Piero e della moglie Lucrezia Tornabuoni, genitori di Lorenzo. Nel 1442 essi ebbero il privilegio dal papa Eugenio IV di poter costruire una cappella privata nel loro palazzo in quanto nel 1439 a spese di Cosimo si era tenuto a Firenze un Concilio, iniziato a Ferrara poi fermato per l’epidemia di peste, al fine di unificare le Chiese d’Oriente e d’Occidente.

Nella cappella Medici sono rappresentate la Natività e il Corteo dei Magi, in quello stile raffinato ispirato al medioevo dei fondi oro senesi, così come aveva fatto Gentile da Fabriano per la sua pala dell’Adorazione dei Magi richiesta da Palla Strozzi, altro banchiere fiorentino, che la donò alla basilica di Santa Trinita.

Lo stile di queste rappresentazioni è raffinato, ricco di dettagli, più ispirato al gotico che non allo stile Rinascimentale. L’affresco nella cappella di Palazzo Medici è pieno di decorazioni, piacevole prerogativa delle opere di Benozzo Gozzoli. La varietà dei personaggi, l’abbigliamento ricco, i turbanti, gli animali esotici, richiamano appunto il Concilio fra le due chiese, quella ortodossa e quella romana, evento che fu fortemente desiderato da Cosimo.

Il corteo dei Re Magi si snoda lungo paesaggi incantati, attorno a rocce irreali. Cammina per vie impervie, sbocca in giardini amenissimi… Il suo non è un viaggio, è un gioco…. Nei tre re magi sono infatti ritratti tre personaggi storici, il patriarca Giuseppe, giunto vecchissimo a Firenze, morto in quella città e sepolto in Santa Maria Novella, il re malinconico, l’imperatore Giovanni VII, ma il terzo personaggio, il giovanissimo re che ambiziosamente si volge verso il pubblico, non è bizantino… si tratta infatti di Lorenzo de’ Medici, il figlio di Piero, il nipote di Cosimo.

da La fiaba pittorica di Benozzo Gozzoli di Piero Bargellini, 1946

Cappella dei Magi Palazzo Medici Riccardi
Cappella dei Magi, Palazzo Medici Riccardi, di Benozzo Gozzoli
Busto di Lorenzo il Magnifico, Scuola del Verrocchio, National Gallery of Art, Washington
Busto di Lorenzo il Magnifico, Scuola del Verrocchio, National Gallery of Art, Washington

L’artista solo solo, nella piccola cappella medicea, trovava la sua parola… Benozzo dipingeva angioli, ma li dipingeva cantando. La sua pittura è maggio… cioè sono come fresche fronde fiorite al risveglio della primavera. Le nature angeliche restano come impigliate tra la vegetazione e i loro canti si mescolano ai versi degli uccelli e al ciangottìo delle fonti

da La fiaba pittorica di Benozzo Gozzoli di Piero Bargellini, 1946

Benozzo Gozzoli esprimerà questo suo stile positivo e gaio anche negli affreschi del Camposanto monumentale di Pisa, cosa che susciterà il giubilo della popolazione pisana la quale gli conferirà onori e stima e che sarà poi di ispirazione per molti altri artisti, come per esempio i preraffaelliti inglesi.

Palazzo Medici Riccardi, Mostra Bowie by Sukita, 2019
David di Donatello, Museo del Bargello, Firenze
Vie del quartiere di San Lorenzo
Vie del quartiere di San Lorenzo

Nel quartiere di San Lorenzo ci sono molti ristoranti e trattorie tipiche. Un vivace mercato di bancarelle caratterizza Via dell’Ariento e alcune vie limitrofe. Potremo trovare oggetti in pelle, souvenir, scarpe e negozi di abbigliamento che offrono prodotti a prezzi piuttosto convenienti

Merita una sosta il Mercato Centrale della Gastronomia, che si trova in un edificio liberty in ferro e ghisa, proprio al centro del mercato di bancarelle artigianali. Ideato nel 1874 dall’architetto Mengoni, rappresenta un punto centrale per i percorsi enogastronomici fiorentini.

Il Mercato della Gastronomia è aperto dalle 8 di mattina fino a mezzanotte. All’interno ci sono caffetterie, enoteche, ristoranti e botteghe artigianali dove poter assaggiare le specialità della zona come lampredotto, salumi e polpette.

Mercato centrale della Gastronomia, Firenze
Vie di San Lorenzo, Firenze
Vie di San Lorenzo, Firenze

Altre importanti costruzioni realizzate con i denari di Cosimo il Vecchio sono il convento e la chiesa di San Marco, nel quartiere di San Lorenzo, anche questi importanti luoghi storici per la storia di Firenze. In quel luogo hanno dimorato importanti figure mistiche come Pico della Mirandola e Girolamo Savonarola, grande pensatore rivoluzionario che si scagliò ferventemente contro la corruzione della sua epoca. Nel Convento di San Marco ha vissuto e dipinto molte sue opere il frate Beato Angelico, che cercò di conciliare le nascenti idee rinascimentali con il vecchio mondo medievale. Benozzo Gozzoli era stato un suo allievo.

Annunciazione, affresco del Beato Angelico, Convento di San Marco, Firenze

Nella Chiesa di San Marco si trovano i sepolcri dei due grandi umanisti Angelo Poliziano e Pico della Mirandola, entrambi seguaci delle idee del Savonarola e frequentatori abituali della Biblioteca fatta istituire nel convento ad uso di ecclesiastici e intellettuali sempre da Cosimo il Vecchio.

Biblioteca di San Marco, Firenze

A che vale il nostro potere?… A che cosa mai è valso?

da una lettera di Cosimo il Vecchio al papa Pio II Piccolomini di Siena, scritta nel 1463 quando era ormai diventato l’uomo più ricco d’Europa, ma in lutto per la morte del figlio Giovanni e del nipote Cosimino