Venezia

Una visita a Venezia non può mancare per chi ama i luoghi pieni di atmosfera. Lo sanno bene le migliaia di persone che ogni anno raggiungono la città da tutte le parti del mondo. Venezia è sempre la stessa, da quando il Canaletto dipingeva le sue vedute e Goldoni rappresentava le commedie che lo avrebbero portato a Versailles, alla corte dei re di Francia.

Venezia, gondole sul Canal Grande
Venezia, Canal Grande

Venezia è la stessa da quando il Tintoretto furoreggiava con la sua pittura e Tiziano rappresentava le madonne veneziane dai capelli schiariti al sole delle altane, secondo la moda dell’epoca. Pur negli anni della sua decadenza, la città è rimasta ispiratrice di arte e modi di vivere.

Innamorarsi dei vecchi merletti, dei vecchi broccati, dei vecchi mobili… Passare la mattinata nella quiete, a studiare il raggrupparsi delle ombre nella basilica e i pomeriggi non importa dove, in chiesa o nel campo, sul canale o in laguna, e le sere a chiacchierare sotto le stelle al Florian, mentre la brezza freme tra le colonne della piazzetta…: ecco ciò che considero felice e coerente con il mantenimento della ragione

da Italian Hours, di Henry James, 1909

Panorama dalla Basilica di San Marco verso il molo, piazzetta san marco
Panorama dalla Basilica verso la Piazzetta San Marco e il molo

Il paesaggio veneziano è particolare, affascinante, così come lo sono le sue calli romantiche, la tranquilla laguna e i bei palazzi sul Canal Grande. La città rappresenta quanto di più armonioso può realizzare l’uomo in sintonia con la natura.

Piazza San Marco verso la Basilica, Canaletto, 1723
Piazza San Marco verso la Basilica, Canaletto, 1723

Venezia è rosa al mattino e d’oro al tramonto… E’ solo vivendoci giorno dopo giorno che potrete assaporare la pienezza del suo fascino… Se ne diventa immensamente appassionati.

da Italian Hours di Henry James

Cannaregio ponte delle guglie venezia
Ponte delle Guglie, Sestiere Cannaregio

Una vacanza di qualche giorno è ideale per conoscere la città e rimanerne affascinati. Composta esclusivamente da un grande centro storico, Venezia è divisa in sei zone: sono i sestieri di San Marco, San Polo, Dorsoduro, Santa Croce, Castello e Cannaregio. 

Tutto il centro è da visitare, a partire da Piazza San Marco, con la Basilica, il Palazzo Ducale e il Museo Correr, che ripercorre la storia della Serenissima.

Piazza San Marco, la Basilica
Piazza San Marco, la Basilica

Questa bellissima piazza, quasi surreale per la sua particolarità, sorge dove fino al XII secolo si trovava l’orto delle suore di Santa Zaccaria, un monastero poco distante, nel sestiere di Castello. Verso la metà del 1100, il doge Sebastiano Ziani fece bonificare la zona, che era percorsa da un canale. La costruzione del Palazzo Ducale e della Basilica, dovevano dimostrare il potere della Repubblica Veneziana e furono fatte con sfarzo e opulenza. La basilica è dedicata a San Marco Evangelista, il cui simbolo è il leone alato, simbolo anche di Venezia, di cui San Marco è il protettore insieme con San Teodoro. Le due colonne nella Piazzetta San Marco, proprio sul molo, sono dedicate appunto ai due santi.

Panorama sulle gondole e sulla laguna dal molo di San Marco
Panorama sulla laguna dal molo di San Marco

La Cattedrale, capolavoro dell’arte romanico-bizantina, ha all’interno il pavimento composto da piccole pietre colorate. Sulla facciata e all’interno della chiesa sono conservati più di 4000 mq di mosaici bizantini e ci sono tesori in oro e argento lavorati da artigiani medievali. Il piano superiore è percorso da una terrazza dove si trovano le copie di quattro cavalli di rame dorato del IV secolo a.C. Gli originali sono ammirabili nel Museo della Basilica.

Basilica di san Marco particolare
Basilica di San Marco, Venezia

I suoi palazzi sprofondano nell’acqua e l’orecchio non sempre ora s’incontra con la musica… quei giorni sono passati, ma la Bellezza è ancora qui

da Venezia, Childe Harold’s Pilgrimage di George Gordon Byron, 1816

Il Palazzo Ducale nella Piazzetta del Broglio, ossia Piazzetta San Marco
Palazzo ducale

Il Palazzo Ducale, posto direttamente sul molo, era la dimora del doge, il governatore della città. I dogi a Venezia si sono succeduti per un periodo di più di mille anni, dal 697 alla caduta della Repubblica.

Vedo che siete stato male informato su qualche punto che riguarda il Doge… state pur sicuro che la sua nuova qualità, dopo l’elezione, diminuisce di molto la sua influenza, per non dire che la cancella completamente

da una lettera di F. Maximilien Misson, Noveau Voyage, Venezia 14 Febbraio 1688

L’emblematica figura del Doge, nonostante il nome faccia intuire un potere quasi assoluto e nonostante gli ossequi, la pompa nelle vesti e i paramenti a lui dedicati, fu in realtà detentore di un potere vuoto, di apparenza, divenendo con l’andare del tempo sempre più limitato, fino a venire del tutto annullato. Il Doge era essenzialmente una figura rappresentativa, e non aveva alcun potere assoluto nella decisione dei provvedimenti. Questo nacque inizialmente perchè non si potesse generare una tirannide.

Fra i numerosi Dogi di Venezia si può ricordare Pietro Orseolo I, che nel 979 abbandonò con una fuga il trono ducale per rifugiarsi in un convento sui Pirenei. Orseolo fu beatificato nel 1027 e proclamato santo dal papa Clemente XII nel 1731

La Cattedrale e il Palazzo Ducale, piazzetta del Broglio san Marco
La Cattedrale e il Palazzo Ducale nel Broglio, Piazzetta San Marco, Venezia

Si entra nel Palazzo Ducale dalla Porta della Carta, a lato della basilica: era chiamata così perchè vi affiggevano le carte contenenti le leggi emanate dal governo.

All’interno si trovano la Sala del Senato, con il soffitto decorato dal Tintoretto, e la Sala del Maggior Consiglio, lunga ben 54 metri. L’edificio, insieme alla piazzetta sul molo, svolgeva un po’ la funzione del broletto medievale, vi si tenevano le assemblee e le riunioni fra gli amministratori della città. In seguito il termine prese sempre più il significato di broglio, da intendersi come intrigo, raggiro, perchè in questi spazi i nobili potenti si riunivano privatamente per decidere gli affari e le sorti della città.

Il Broglio è la passeggiata dei nobili. Occupano sempre uno dei lati di questa piazza, a volte per cercare il sole, altre per mettersi all’ombra a seconda della stagione. Non è permesso mescolarsi a loro sul lato della passeggiata che occupano: l’altro lato è libero

da Nouveau voyage d’Italie di Maximilien Misson, 1702

Piazza San Marco Venezia Procuratie
Le Procuratie, Piazza San Marco

I palazzi che delineano Piazza San Marco, sono detti Procuratie, in quanto erano abitati dai procuratori e i magistrati della città. Si distinguono in Procuratie Vecchie, le più antiche, nel lato a fianco della Torre con l’Orologio, e Procuratie Nuove, create ad opera di Vincenzo Scamozzi nel XVI secolo. Quest’ultime divennero palazzo reale durante il regno dei Savoia.

In posizione antistante alla basilica, chiudono la piazza le Procuratie Nuovissime o Ala Napoleonica, volute dall’imperatore Bonaparte per creare un salone da ballo che fosse degno del salotto più bello d’Europa. All’interno c’è il Museo Correr.

Piazzetta San Marco al chiaro di luna, Ippolito Caffi, 1840
Piazzetta San Marco al chiaro di luna, Ippolito Caffi, 1840
Piazza San Marco guardando verso la chiesa di San Geminiano, Canaletto, 1735
Piazza San Marco guardando verso la chiesa di San Geminiano, Canaletto, 1735

La piazza è rimasta identica nei secoli, ad eccezione della piccola Chiesa di San Gemignano che chiudeva la piazza dal lato opposto alla Basilica. Di origine antichissima, la chiesetta fu rimaneggiata nel XVI secolo da Jacopo Sansovino, che nel 1529 fu nominato architetto supervisore della piazza e delle procuratie. Venne fatta demolire da Napoleone Bonaparte nel 1807.

Portici nelle Procuratie nuove in Piazza San Marco a venezia
Piazza San Marco, Venezia

Il Campanile di San Marco occupa il posto di quello che nell’alto medioevo era il faro. Danneggiato più volte nel corso dei secoli a causa dei fulmini attirati dalle strutture in ferro che lo sostenevano, nel 1776 fu dotato di un parafulmine. Purtroppo nel 1902 a causa di lavori mal eseguiti, il campanile crollò disastrosamente. Fu ricostruito identico nell’aspetto: “dov’era e com’era”. La loggetta del Sansovino posta alla base, venne riedificata utilizzando i vecchi materiali. Oggi il campanile è facilmente visitabile grazie ad un ascensore che porta sulla cima e consente di vedere il panorama sulla città.

La Basilica in Piazza San Marco vista dai portici delle Procuratie vecchie

Una serie di porticati circonda tutto il complesso architettonico di questa meravigliosa piazza. All’interno dei locali si trovano gli storici caffè-concerto come il Gran Caffè Quadri, ritrovo dell’aristocrazia veneziana del Settecento e il Caffè Florian, che conserva all’interno i rivestimenti di legno e gli specchi ottocenteschi originali.

Questi prestigiosi locali hanno avuto fra i loro clienti abituali anche Giacomo Casanova, che ci ha lasciato dettagliate descrizioni della vita veneziana dell’epoca.

Il primo giorno condussi il barone in piazza San Marco e al caffè, dove rimanemmo fino all’ora di cena…

da Storia della mia vita di Giacomo Casanova

Caffè Florian, Piazza San Marco

Dalla Piazzetta San Marco parte Riva degli SchiavoniE’ detta così perchè vi approdavano i marinai della Dalmazia, che allora si chiamava Schiavonia. Per assistere i numerosi Dalmati residenti a Venezia, nel 1451 fu istituita, su concessione del Consiglio, la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, l’unica insieme alla Scuola Grande di San Rocco ad essere stata risparmiata dalle soppressioni napoleoniche, ed entrambe ancora attive. Le Scuole erano antiche istituzioni laiche che furono parte fondamentale nel governo della Serenissima. Gli ambienti e il patrimonio storico e artistico in esse conservati sono rimasti essenzialmente integri. Si tratta principalmente di opere del Tintoretto in San Rocco e di Carpaccio in San Giorgio.

Venezia dal vaporetto

Percorrendo Riva degli Schiavoni, lungo la passeggiata verso l’Arsenale, potremo osservare sulla sinistra il Ponte dei Sospiri e a seguire il Danieli, hotel del XV secolo, la cui hall è visitabile.

Imperdibile e molto romantica è la traversata del Canal Grande, in gondola o sul vaporetto. Il momento migliore è la sera verso il tramonto, quando i palazzi lasciano intravedere gli interni, con le pareti decorate, i soffitti a cassettoni e i grandi lampadari di cristallo luccicante. Il Canal Grande, via principale della città, è lungo 4 km ed ha una profondità che va dai 4 ai 5 metri. Lo scrittore inglese George Gordon Byron, innamorato della città, lo percorse varie volte a nuoto di ritorno dal Lido.

Lord Byron visse a Venezia dal 1816 al 1819. Abitava nel Palazzo Mocenigo, sul Canal Grande, e con lui vivevano i suoi numerosi animali fra i quali una scimmietta e diversi pappagalli.

Così scrisse in una lettera all’amico ed editore John Murray:

Venezia mi piace quanto mi aspettavo, e m’aspettavo molto; è una di quelle città che si conoscono prima ancora di vederle e, dopo l’Oriente, è il luogo che ho sempre sognato di più al mondo. Mi piace la gaiezza malinconica delle gondole e il silenzio dei canali. Non mi dispiace neppure l’evidente decadenza… San Marco, ma in realtà tutta quanta Venezia, è piena di vita

Infatti soprattutto durante il Carnevale e per le numerosissime feste, la gente di Venezia era solita frequentare teatri e festeggiare con balli e regate.

Palazzi Mocenigo, Venezia

A fronte di tanti turisti entusiasti, ci furono però anche quelli critici. La maggior parte dei Diari di Viaggio dei Grandtourists nacquero inizialmente non tanto per essere pubblicati, ma per ricordare personalmente o per condividere esperienze in una cerchia ristretta di persone. Non mancano quindi i commenti più negativi

Il caldo, insieme al terribile puzzo dei canali, è così insopportabile, che non resteremo qui più di due giorni

da una lettera di Denis Ivanovic Fonvizin, 1784

Le strade al centro della città sono strettissime, con mille angoli e svolte, e ci vuole un’abilità particolare per camminare in queste strettoie dove l’affluenza della gente è continua e numerosa

dal manoscritto Viaje de Italia di Leandro Fernandez de Moratin , 1793

Ca' d'Oro e Palazzo Giusti Venezia
Ca’ d’Oro e Palazzo Giusti

Il papa Pio II Piccolomini si esprime nel suo diario in modo molto duro a proposito dei Veneziani, i cui costumi sono dichiarati barbari e iniqui

I Veneziani sono i meno giusti e i meno capaci di generosità… Vogliono apparire pubblicamente cristiani, ma nella verità delle cose non hanno nessun sentimento di Dio e non c’è nulla per loro di santo o di religioso all’infuori della loro repubblica, che è per essi come una divinità… Al tempo dei nostri padri c’era una grande stima per la giustizia dei Veneziani: si diceva che quella città era casta ed astinente e amante della religione

da I Commentarii di papa Pio II Piccolomini, libro XI, 1462

Tale enfasi scaturì dal fatto che i Veneziani avevano comprato la cittadina di Cervia dai Malatesta, famiglia poco apprezzata dal papa, ma le ragioni erano molteplici. Cervia era nota per avere delle ottime saline che fornivano grossi guadagni alla famiglia Malatesta. Si trattava di un feudo della Chiesa, che avrebbe dovuto tornare alla Chiesa se i Malatesta non avessero avuto discendenti. Non avrebbe dovuto esserci quindi una compra-vendita senza il benestare della Curia, la quale evidentemente non si era ancora pronunciata.

Venezia, Campo della Maddalena, Cannaregio
Venezia, sestiere Cannaregio

Sempre a proposito dei Veneziani della sua epoca, il papa Pio II continua nei Commentarii in questi termini:

I Veneziani, benchè dalla gente siano odiati, sono condannati in silenzio, e quando non sono presenti, mentre al loro cospetto non c’è nessuno che non li lodi. Questo è l’andazzo dei nostri tempi

Almeno lui fu sincero, infatti dopo l’episodio di Cervia, fece subito chiamare l’ambasciatore di Venezia per chiedere giustificazioni e rincarare la dose di rimproveri. “Non c’è nessun limite alla vostra avidità” disse Pio II.

ponte delle Guglie
Ponte delle Guglie

Alcuni dei bellissimi palazzi che affacciano sul Canal Grande sono hotel, oppure ospitano musei o Fondazioni, come il Palazzo Venier dei Leoni, dove si trova la Collezione Peggy Guggenheim, la più importante raccolta d’arte contemporanea europea e americana del XX secolo. C’è una fermata del vaporetto proprio all’ingresso del museo.

Da Piazza San Marco, percorrendo Le Mercerie, strette vie dello shopping, giungiamo al cinquecentesco Ponte di Rialto, il più antico ponte di Venezia, l’unico fino al 1854. La zona è sempre animata, pittoresca, piena di bancarelle e ristoranti con tavoli all’aperto. 

Trovai facilmente il Canal Grande e il Ponte di Rialto… Da quel punto elevato la veduta è grandiosa. Il canale è popolato di battelli che apportano dalla terraferma quanto occorre alla vita… Fra i battelli si vedono formicolare le gondole. Specialmente oggi, giorno di San Michele, si ha un colpo d’occhio di un’animazione meravigliosa

Venezia, 29 Settembre 1786;  da Viaggio in Italia di Johann W. Goethe

Canal Grande da Rialto
Canal Grande da Rialto

Le vie e i campielli hanno nomi come Campo della PescheriaErberiaFondamenta del VinRiva del Carbon, evidentemente per le attività che vi si svolgevano. I merletti, la lacca, gli specchi e le lavorazioni vetro e cristallo erano prodotti veneziani noti in tutta Europa. C’erano poi le farmacie, veri e propri luoghi di culto e ritrovo di nobili e teatranti. L’Arte degli Speziali contava nel ‘700 più di 90 spezierie specializzate nella produzione di medicinali e soprattutto nella triaca, un antico “farmaco” dalle proprietà giudicate miracolose. Era in uso dai tempi di Mitridate, fu poi perfezionato da Andromaco, medico di Nerone, e da Galeno, medico di Marco Aurelio. L’antidoto conteneva carne di vipera, oppio, pepe, miele e svariati altri ingredienti.

Il mercato di Rialto a Venezia

Il mercato di Rialto figura nei documenti storici a partire dal 1097. Qui ancora oggi si possono trovare i prodotti tipici della regione, il pesce e la frutta e verdura di stagione. Aperto tutte le mattine esclusi Domenica e Lunedì, è il luogo dove i Veneziani vanno a far spesa, non una trovata per turisti. Come riferiscono le cronache, erano soliti frequentarlo anche i nobili della città, i quali riponevano la merce acquistata, all’interno delle larghe maniche dei loro abiti scuri.

Del resto non vi ho mentito quando vi ho detto che la grande manica prende talvolta il posto del paniere quando si va al mercato: ho visto una volta mettervi una grande insalata, e un’altra volta una bella coda di merluzzo

da Viaggio in Italia di Maximilien Misson, lettera XXV, 1688

Venezia gondole e laguna
Gondole a Venezia

Perfetta per una passeggiata a Venezia è la zona delle Zattere, lungo il canale della Giudecca nel tranquillo sestiere di Dorsoduro. Qui arrivavano gli enormi tronchi delle foreste del nord che dovevano servire per rinforzare le fondamenta dei palazzi o per costruire barche. Oggi alle Zattere ci sono locali e gelaterie dove è piacevole stare al fresco la sera.

Avendo a disposizione qualche giorno è consigliabile fare un giro in laguna e visitare le isolette di Murano, famosa per la lavorazione del vetro, e Burano con le sue case colorate. 

A Venezia c’è tanto da vedere. Possiamo citare la Galleria dell’Accademia, che raccoglie pitture venete dal 1300 al 1700, oppure il Museo del ‘700 nel palazzo Rezzonico. E’ piacevole comunque anche solo camminare per le calli e i campielli, oltrepassando i ponti, odorando l’aria che sa di salmastro e ascoltando il rumore delle gondole che scivolano lente nei canali silenziosi.

Venezia canali, venice canals
Canali di Venezia

Quando penso a Venezia, non è alla grande piazza che penso, la piazza con la sua strana basilica, i suoi grandi archi; non all’ampia imboccatura del Canal Grande, alle gradinate maestose… alla piatta laguna… Vedo solo uno stretto canale nel cuore della città, una commistione di acque verdi e muri rosa, la gondola che scivola lenta e che passa sotto un ponte…

 da Italian Hours di Henry James

Dal 1987 Venezia e la sua laguna sono patrimonio mondiale dell’Umanità tutelati dall’Unesco. La città è uno stupendo museo a cielo aperto dove non ti stanchi mai di tornare.

Non ho dormito questa notte… Meravigliosamente bello è nella notte il Canale. Chiare stelle, ultimo quarto di luna. E’ una situazione di bellezza e di nobiltà incomparabili

Richard Wagner, 1852 da Wagner in Italia di Mario Panizzardi

14 Ottobre, ore 2 di notteMe ne vado con un buon carico: porto con me la ricca, singolare, unica visione

da Viaggio in Italia, annotazione di Goethe in procinto di lasciare Venezia nel 1786

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